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  • : alessandra.mallamo
  • : Il blog di Alessandra Mallamo
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27 agosto 2011 6 27 /08 /agosto /2011 16:08

L'Arena è un'opera importantissima dal punto di vista culturale e storico, tanto che, a Verona, gli hotel si riempiono di turisti per poterla ammirare e per poter godere dei grandi spettacoli lì organizzati. Ecco un po' di storia.

Dall'antichità al medioevo

Il monumento noto in tutto il mondo e che è conosciuto con il nome Arena di Verona è, come si può vedere dalla sua struttura tipica a forma ovale, un antico anfiteatro romano. A proposito della sua fondazione le fonti relative sono davvero incerte, per questo motivo è difficile risalire a una cronologia sicura. Dai vari documenti, risultano date completamente diverse, la fascia di tempo in cui sono racchiuse è tra il 10 e il 300 dopo Cristo. In base all’incrocio con questi dati e altre ricerche storiografiche è emerso che probabilmente è stata costruita tra il 10 e il 30 del primo secolo d.C., a cavallo tra l’età di Augusto e quella di Tiberio. Questa datazione è stata possibile grazie a una ricerca effettuata sui caratteri di alcune decorazioni che adornano gli ingressi dell’arena, in cui si rintracciano elementi militari tipici di quegli anni. Verona, teatro delle lotte tra Vespasiano e Vitellio divenne, nell’antichità, un avamposto strategico di molte battaglie e per questo motivo si decise di costruire lì un’arena: per intrattenere l’imperatore durante le sue trasferte. Alcuni storici segnalano che essa veniva utilizzata per compiere i giochi gladiatori e per i massacri dei Cristiani che, come si sa, per i romani rappresentavano uno spettacolo macabro ma al contempo ricreativo.

Dalla modernità ai giorni nostri

Nel medioevo tutto questo si interruppe e l’Arena, lasciata abbandonata per un certo periodo di tempo, subì prima un restauro ma successivamente venne molto danneggiata da catastrofi naturali, in particolare l’inondazione dell’Adige. A questi danni si aggiungevano quelli dovuti alla nota defraudazione in cui sono incorsi moltissimi monumenti dell’antichità, come il Colosseo per esempio, durante il periodo medievale, utilizzati come cave di marmo e di materiali buoni per altre costruzioni. È solo durante l’epoca moderna che si riconobbe il valore dell’opera architettonica e storica che essa rappresentava e vennero disposte una serie di regolamenti per la sua gestione e per il suo recupero. Una nota curiosa è data dal fatto che in uno di tali regolamenti si stabiliva che le prostitute della città dovessero risiedere lì, oltre questo, intorno al Seicento ricominciarono gli spettacoli, in particolare le cacce e la famosa giostra della Quintana con i cavalli. È solo nell’Ottocento che l’Arena inizia a prendere la fisionomia che conosciamo adesso, in quanto, a seguito di una serie di restauri, iniziarono ad essere rappresentati spettacoli teatrali e opere liriche.

Verona Colosseo
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4 giugno 2011 6 04 /06 /giugno /2011 08:53

Anche il tema della ricettività turistica, soprattutto nei piccoli centri, può essere affrontata secondo un principio di sostenibilità e un modello di sviluppo in grado di conciliare integrità ambientale, equità sociale ed efficienza economica. L’idea del “Paese Albergo” corrisponde a tutte queste prerogative e parte dall’idea di favorire il recupero edilizio di case private in un’ottica politica di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico.

L’idea rappresenta una reale possibilità di sviluppo economico e sociale per le piccole comunità.

La proposta muove nella direzione di un recupero del patrimonio artistico e culturale dei centri minori, agevolata soprattutto dalle attuali politiche comunitarie. Il Paese Albergo trasforma in risorsa reale l’intero territorio comunale, ma soprattutto fa leva sulla ricettività “familiare”, distribuita ed integrata, e sulla possibilità di sfruttare intelligentemente le periferie “verde” e i centri storici. In questo senso il progetto mostra di possedere la potenzialità per incrementare il reddito e l’occupazione a tutti i livelli, secondo il principio di uno sviluppo sostenibile.

L’originalità sta tutta nel principio di una gestione unitaria e partecipata che consentirebbe ai turisti e ai cittadini un’esperienza nuova e fortemente legata al territorio. In riferimento alla sostenibilità economico-finanziaria, l’iniziativa permetterebbe ai proprietari di seconde case o di appartamenti in disuso di ristrutturare gli immobili con contributi statali e comunitari, ma soprattutto di trarre degli utili anche di un certo rilievo dall’affitto delle proprie abitazioni.

La gestione unitaria porta alla creazione di una serie di servizi specifici di varia natura e, dunque, all’aumento delle possibilità di impiego anche per chi non possiede una casa da adibire allo scopo.

Si tratta dell’attività promozionale programmata per incentivare la visibilità del Paese, l’accoglienza, l’assistenza e la relazione con i turisti nonché il contenimento dei costi burocratici. Tutti aspetti difficilmente risolvibili se questo tipo di impresa rimanesse isolata e impegni del genere ricadessero su un singolo proprietario.

Alla sostenibilità economica, basata sulla partecipazione, si affianca il rispetto del territorio storico e naturalistico: il Paese Albergo è un modello di sviluppo che non ha alcun impatto ambientale negativo. Per un Paese Albergo non si deve costruire nulla, si recupera e reinventa quello che esiste già. Inoltre l’attività che richiede finisce con rianimare i centri storici, stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali.

1 Vista del centro storico di Sermoneta | Source | Author Pensierolate
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27 maggio 2011 5 27 /05 /maggio /2011 00:38

Se avete deciso di acquistare una macchina per il caffè espresso e pensate di orientarvi sul prodotto "Saeco Via Veneto De Luxe", vale la pena dara un'occhiata a questo articolo. Troverete una serie di pro e di contro che possono essere tenuti in considerazione per guidarvi nella scelta.

Caratteristiche generali

La Via Veneto de Luxe è ormai sul mercato da qualche anno e una delle più note del marchio Saeco.

Il modello di cui ci occupiamo ha una potenza di pressione della pompa per il vapore di di 15 bar, come la molte delle macchine per espresso presenti sul mercato ed è predisposta per il caffè in polvere e ha il filtro per una o due tazzine.

Ha un assorbimento di energia pari a 1050 Watt e una frequenza di 50 Hz. L'esterno è fatto in plastica e ha la caldaia in alluminio. é provvista del Portafiltro crema, creato appositamente per un caffè molto denso.

È una macchina mediamente compatta: ha una base quasi quadrata di 24 x 24,5 cm, ed è alta 30 cm.

Ha, come quasi tutte le macchine espresso, il dispositivo tubolare per l'acqua calda e il vapore utile a montare il latte per il cappuccino. La quantità di caffè desiderata deve essere regolata manualmente, cioè interrompendo l'erogazione dell'acqua.

Il modello base è color argento, esiste anche la Via Veneto De luxe 102, che è sostanzialmente la stessa ma è nera.

Il prezzo a oggi, 24 maggio 2011, va da 80 a 110 euro.

Aspetti positivi

  • Uno degli aspetti positivi di questo prodotto è nel rapporto qualità/prezzo. la garanzia di un marchio come Saeco si lega con un prezzo che è mediamente più basso rispetto ad altre macchine con le stesse caratteristiche.

  • Il caffè risulta effettivamente molto cremoso e il filtro per il cappuccino funziona bene.

  • Usare questa macchina è davvero semplicissimo, basta caricare il caffè in polvere, stringere bene il braccio, premere il tasto e il caffè è pronto.

  • Ha una garanzia di due anni.

Aspetti negativi

  • L'uso del caffè in polvere può risultare l'aspetto più negativo della macchina, in primo luogo per il consumo, elevato, visto che per un caffè forte ne serve una buona quantità.

  • A differenza del modello Combi, non è previsto anche l'uso delle cialde.

  • Dobbiamo considerare che ogni volta bisogna lavare e ripulire bene il filtro, quest'ultimo rischia di intasarsi facilmente.

  • La potenza di wattaggio non è molto elevata e non sempre il caffè risulta caldo e bollente.

  • In caso di guasto, per la sostituzione si possono utilizzare solo pezzi originali Saeco per il ricambio.
Saeco Xsmall Plus
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26 maggio 2011 4 26 /05 /maggio /2011 23:04

L’undicenne americano Dr Parker si ritrova catapultato a Pechino per il lavoro della madre e, sin dal primo giorno, capisce che non basterà la sua simpatica disinvoltura per affrontare una nuova vita in un paese straniero.

Non è strano, per il genere, che il nostro giovane protagonista, da “nuovo arrivato” un po’ troppo intraprendente, venga preso di mira da un bullo bravissimo nel kung fu. Non è strano nemmeno che accorra in suo aiuto il silenzioso addetto alla manutenzione, rivelatosi, al momento giusto, un vero esperto di arti marziali.

Dal signor Han, il mitico Jackie Chan, Dre potrà imparare a difendersi dai soprusi e comprendere che, affrontare la paura con dignità, significa farsi uomo: niente di più consueto per il cinema hollywoodiano.

La trama è prevedibile, ma la struttura tiene bene, sebbene si tratti di un remake di un film molto popolare. Del Karate kid interpretato nell'84 da Ralph Macchio, rimangono soprattutto i principi che servono a modellare la morale del combattente: anche se a “metti la cera, togli la cera” si sostituisce “il giacchetto”, ciò che guida l’iniziazione del protagonista è la via, lunga e indiretta, che porta all’equilibrio interiore, donando presenza di spirito, volontà di ferro e coraggio.

Per il resto, il regista opera cambiamenti interessanti: in primis lo spostamento della narrazione in Cina, in una Pechino piena di vita, culturalmente e linguisticamente aperta, un paese curioso verso l’occidente.

Poi ci sono alcuni dei luoghi più famosi del Paese, già di per sé bellissimi, nonostante la volontà malcelata di eccedere nei cliché e quel tocco di luce pomeridiana eccessivamente pittorica. Forzature doverose, per fare pubblicità alla Cina e per consentire ai produttori di inserirsi al meglio sul mercato orientale.

Accanto a un Chan tutto nella parte, il protagonista Jaden Smith, figlio del più noto Willy, rivela una spontaneità elegante dell’interpretazione che riesce a dissimulare, ma non del tutto, la nota stonata dell’opera: l’eccessiva fanciullezza dei personaggi rispetto al racconto.

Anche se la violenza di questa versione è stata di molto ridotta, per includere nella visione i più piccoli, vedere bambini di soli undici anni che combattono e che sentono come degli adulti infastidisce. L’eccessiva seriosità dell’impostazione e le oltre due ore di durata non aiutano, ma nel complesso, soprattutto nel rapporto tra il maestro cinese e l’allievo (afro)americano, nella scoperta da parte del giovane di un mondo inaspettato, il film è godibile. Voto 5.5.

The Karache Kid
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24 maggio 2011 2 24 /05 /maggio /2011 23:27

Forse avrete visto utilizzare qualche volta un simpatico macchinario che serve a confezionare i cibi sottovuoto. Se sì, sappiate che alla base del suo funzionamento c’è una pompa per il vuoto! Questo è solo un esempio che serve a comprendere la diffusione di uno strumento di cui spesso non si conosce l’esistenza. Eppure, le applicazioni di una pompa per il vuoto sono molteplici in campo industriale e, nondimeno, in tutti quei casi in cui creare il vuoto risulta necessario o molto conveniente.

Funzione e tipi

Come si può intuire, una pompa da vuoto è uno strumento che serve ad asportare i gas presenti in un ambiente determinato, affinché si crei un’assenza di materia gassosa in uno spazio.

Sostanzialmente, si tratta di un compressore che trasporta i gas dall’interno, in cui vogliamo creare il vuoto, al suo esterno. La differenza con un compressore è data dal fatto che questo lavora a pressione costante mentre la pompa da vuoto, che è più precisamente un depressore, essendo finalizzata a creare una depressione, una diminuzione del fluido in stato gassoso, lavora a pressione decrescente, o variabile.

Le pompe per il vuoto possono essere costruite in diversi materiali, come la gomma o la plastica, e avere diversi tipi di funzionamento, come quelle manuali o a membrana, tutti comunque basati sul principio meccanico che abbiamo descritto.

In campo industriale viene soprattutto utilizzata la pompa per vuoto rotativa che lavora attraverso un dispositivo rotatorio che aspira, comprime ed espelle ciclicamente il gas dalla camera da vuoto.

Usi, industriali e domestici

Una pompa per il vuoto non serve solo a creare il sottovuoto; più spesso, viene utilizzata per eliminare un gas e poterne così immettere un altro senza creare mescolanze dannose. Ciò avviene, soprattutto, nei sistemi di refrigerazione, come i frigoriferi, dove in fase di produzione industriale viene eliminata l’aria contenuta naturalmente nelle serpentine per far posto al liquido refrigerante.

Nell’utilizzo domestico, le pompe per il vuoto sono utilizzate per rendere più efficiente il rendimento dei condizionatori e dei climatizzatori. Anche in questo caso la pompa serve per aspirare l’aria e la ben più pericolosa umidità dal circuito del climatizzatore, poiché uno degli aspetti fondamentali di un buon impianto di refrigerazione degli ambienti sta nel creare e nel mantenere un vuoto nelle tubazioni che preservi il funzionamento della macchina.

La pompa per il vuoto è fondamentale al momento dell’istallazione dell’impianto, ma viene altresì utilizzata nel momento in cui bisognare sostituire e ricaricare il liquido refrigerante del condizionatore. Le pompe da vuoto, nate per questa finalità, possono essere monostadio e bistadio; le seconde hanno una capacità di svuotamento di litri al minuto (l/min) generalmente maggiore e sicuramente più accurata perché suddividono l’aspirazione in due momenti.

1 conditioner | Source | Author Sancho85 | Date | Permission | other_
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21 maggio 2011 6 21 /05 /maggio /2011 10:26

Anche se molti vi hanno detto che è impossibile, ecco qui di seguito una tecnica davvero efficace per ripulire alla perfezione le macchie d’olio dalle scarpe (o dalle borse) scamosciate. Non disperiamo. Questa tecnica funziona sempre, soprattutto sui materiali chiari, di solito i peggiori da pulire, e sulle scarpe tipo Timberland.

Cosa ci serve

Vediamo quali sono le attrezzature necessarie: pasta lavamani. È perfetta per eliminare lo sporco, e soprattutto il grasso, dalla pelle. Così come pulisce le nostre mani può ripulire con delicatezza ogni altro materiale organico.

Talco. Le sue proprietà assorbenti sono rinomate e la sua finezza gli permette di penetrare in profondità nella zona macchiata dall’olio.

Limetta per le unghie in metallo o qualche altro piccolo attrezzo che potete maneggiare con precisione come fosse una piccola spatola, ma non troppo sottile.

Spazzola per camoscio. In commercio se ne trovano di ogni tipo, quella con i denti i metallo va benissimo ma ha un’azione più decisa, sceglietela in base alla morbidezza dell’oggetto da trattare.

Come si fa

È importante che, appena ci accorgiamo del fattaccio, agiamo al più presto.

1) Come prima cosa dobbiamo applicare del talco premerlo con una salvietta e lasciarlo lì mentre ci procuriamo tutto l’occorrente. Se siamo fuori casa e non abbiamo il talco, possiamo cercare della farina per tamponare momentaneamente la macchia.

2) Appena possiamo, spazzoliamo via la polvere applicata e mettiamoci all’opera con la pasta lavamani.

3) Applichiamo la pasta sulla scarpa asciutta e strofiniamo con le dita con movimenti circolari. Di seguito, bagniamoci le mani e iniziamo a sciogliere il prodotto.

4) Risciacquiamo il tutto e asciughiamo molto bene con un phon, tenendolo a distanza con il calore al minimo.

5) Tamponiamo con abbondante talco e tenendolo premuto forte con la salvietta per un minuto.

6) Leviamo la salvietta e spolveriamo il talco, vedremo che nel punto macchiato la polvere rimane attaccata come fosse una pasta. Tenendo tesa la pelle nel punto macchiato, con il bordo della limetta iniziamo a togliere il talco raschiando con fermezza, senza premere troppo.

7) Ripetiamo l’operazione 5 e 6 tutte le volte che sarà necessario, dopo poco inizieremo a vedere il risultato, se non succede continuiamo a ripetere. Questo vale anche nel caso in cui con l’uso, ci accorgiamo che c’è ancora l’alone.

8) Infine, diamo una bella spazzolata alle scarpe, dopo aver applicato su entrambe il talco. Con po’ di accortezza saranno come nuove.

Old boots
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